Archive for the ‘Comunicati’ Category

Ongoing maintenance: mail and websites migration

martedì, Marzo 29th, 2016

[ita]

A causa di un problema non preventivato (niente di grave, una questione logistica), siamo state costrette a modificare l’organizzazione dei nostri server.
Di conseguenza abbiamo dovuto spostare migliaia di caselle email e siti web in altri server della nostra rete. Il processo di migrazione sta impiegando un po’ di tempo in più del previsto, perciò molti di voi in questi giorni si trovano con una mailbox senza messaggi. Non disperate, nulla è andato perso e a breve i messaggi torneranno visibili.

[eng]

Due to an unexpected problem (neither legal or technical, rather organizational) we were forced to change our servers architecture.
Consequently we had to relocate thousands of emails and websites to other servers. The migration process is taking a bit longer than expected and, as a result, in these days many of you are logging into an empty mailbox.  Do not despair, nothing has been lost and messages will reappear soon.

Regali di fine anno | Gifts for the end of the year

martedì, Dicembre 15th, 2015

[English version below]

2FA, ovvero: raddoppia la sicurezza della tua mail

Il 2015 è quasi finito e, come (quasi) tutti gli anni, abbiamo preparato un regalo speciale per scongiurare la sfiga delle feste e, soprattutto, delle intrusioni nelle caselle di posta. Si tratta di un pensierino dal nome un po’ criptico, ma abbastanza fondamentale di questi tempi. Si chiama 2FA, che vuole dire “two-factor authentication”, autenticazione a due fattori, e il concetto è molto semplice: una volta che lo avrai attivato, per entrare nella tua webmail avrai bisogno di una cosa che sai (la tua password) e di una cosa che hai (il tuo smartphone). In questo modo diventerà più difficile per qualche malintenzionato leggere le tue mail, perché anche se qualcuno riuscisse a intrufolarsi in qualche modo nel tuo computer e a soffiarti la password, avrebbe bisogno anche di rubarti il telefono per accedere alla tua casella. Semplice, no? E allora cosa aspetti?

Attiva subito la 2FA per la tua mailbox!

Per farlo bastano pochi passi:

  1. Accedi al tuo pannello utente.
  2. Clicca sul tuo nome utente in alto a destra sulla barra nera.
  3. Nel menu a tendina che si è appena aperto, clicca su “Abilita autenticazione a doppio fattore (OTP)”.
  4. Segui le istruzioni (in sostanza devi installare un’app sul tuo telefono, impostare la domanda di recupero della password se non l’hai ancora fatto e alla fine cliccare sul tasto “Abilita”).

Un paio di avvertimenti importanti:

  • La 2FA è per la webmail: per il resto dovrai generare una password specifica.
    Per i client di posta come Thunderbird e per Jabber/XMPP (Pidgin, Jitsi) avrai bisogno di una password generata appositamente, che potrai usare soltanto per un particolare client su un particolare dispositivo. Per creare una password per il tuo client di posta o per Jabber/XMPP, leggi queste istruzioni.
  • Una volta che avrai attivato l’autenticazione a due fattori, il tuo punto debole sarà proprio la domanda di recupero della password: se infatti qualcuno vuole accedere alla tua casella di posta e non ci riesce perché non ha il tuo telefono, potrebbe semplicemente provare a resettare la tua password. Per questo è essenziale che la tua domanda di recupero riguardi davvero qualcosa che nessun altro può sapere, e addirittura alcuni consigliano di usare una domanda e una risposta di fantasia. In sintesi l’essenziale è ricordare che:
    1. Se perdi il telefono, l’unico modo di avere accesso alla tua casella di posta è attraverso la domanda di recupero.
    2. Se la risposta alla domanda si trova sui social network, la tua casella non sarà sicura anche se hai impostato l’autenticazione a due fattori.
  • Se non hai uno smartphone e non hai nessuna intenzione di procurartene uno, una soluzione c’è, ma è complicata e prevede l’acquisto di una YubiKey. Troverai il comando per configurare la YubiKey nella pagina di istruzioni che si aprirà quando cliccherai il tasto “Abilita”. Se vuoi saperne di più, segui questo blog, dove prossimamente vogliamo pubblicare un post di approfondimento.

Il tuo sostegno è sempre essenziale

Nel 2016 Autistici/Inventati compie 15 anni, e in questi 15 anni abbiamo creato un’infrastruttura resistente che ha permesso di comunicare e di esistere in rete a tanti gruppi e individui attivi nelle lotte più diverse per un mondo migliore (o almeno un po’ meno tetro e deprimente).

Dato che non prendiamo neanche il becco di un quattrino per tenere in piedi questi servizi, l’esistenza di questa infrastruttura è soprattutto merito della nostra comunità di utenti, che continuano a sostenerci con le loro donazioni.

Anche se mail, siti, blog, mailing list, VPN e quant’altro sono offerti gratuitamente, infatti, per noi nulla di tutto questo è
gratuito, e, anzi, i costi che sosteniamo sono consistenti. Quindi è venuto il momento di ricordare tutto questo e di pensare a noi: sostienici anche quest’anno con la tua donazione! Anche un contributo minimo può fare la differenza.

Ci sono molti modi per contribuire. Scegli quello che fa meglio al caso tuo qui.

* * *

Dicembre 2015
Collettivo Autistici/Inventati
https://www.inventati.org https://www.autistici.org
contribuisci: https://www.autistici.org/it/donate.html

* * *

ENGLISH VERSION

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La sicurezza non è un crimine

venerdì, Gennaio 9th, 2015

[English version below]

Seguiamo con preoccupazione l’evolversi di una brutta vicenda in Spagna. Dal 16 dicembre 2014 7 persone sono in custodia cautelare in carcere ed altre 4 indagate tra le città di Barcellona, Madrid, Sabadell e Manresa. Sembra il copione di un film già visto: una accusa di associazione terroristica di stampo anarchico, perquisizioni all’alba -anche nella storica occupazione della Kasa della Muntanya-, sequestri di libri, agende, cellulari e dischi fissi, e la fastidiosa sensazione che sul banco degli imputati ci siano delle idee piuttosto che delle persone.

Quel che è originale, e ancora più fastidioso, è che tra le motivazioni del giudice per la custodia cautelare, tra gli “indizi” che dovrebbero dare fondamento all’ipotesi che effettivamente esista tale organizzazione e che veramente essa abbia finalità eversive, c’è niente meno che l’uso di caselle di posta sicure, in particolare quelle dei server di Riseup. Così in un tempo in cui le agenzie di sicurezza e le forze di polizia di mezzo mondo violano sistematicamente il diritto alla riservatezza e alla comunicazione libera e mettono in pericolo le basi stesse del funzionamento di Internet, c’è chi crede che utilizzare protocolli standard di sicurezza e riservatezza sia un segnale dell’esistenza di un progetto eversivo. Terrorista è chi difende i propri diritti elementari, non chi li ha violati sistematicamente per anni.

Già avevamo avuto notizia che in certe parti del mondo particolarmente sensibili l’utilizzo di caselle di posta di Riseup fosse considerato un indizio di criminalità. Che questa cosa succeda in un paese dell’Unione europea e che comunque si estenda ci preoccupa enormermente – anche se forse non ci coglie del tutto di sorpresa. Però non abbiamo intenzione di restare zitti mentre un progetto affine e simile al nostro, qual è Riseup, viene additato come il marchio degli untori. Denunceremo e contrasteremo questa interpretazione del diritto alla privacy con tutte le nostre forze e capacità.

Riportiamo il comunicato originale di Riseup tradotto, così come rimandiamo a un ottimo comunicato di OffTopic Lab (e altri) che spiega il contesto in cui è avvenuta questa operazione di polizia.

La sicurezza non è un crimine

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Important notice to our users/Avviso importante

sabato, Settembre 20th, 2014

We have had a major issue with one of our servers, please read our announcement

Abbiamo avuto un problema grave ad uno dei nostri server – per favore leggete il nostro avviso

Saravá sotto attacco

martedì, Aprile 29th, 2014
Traduciamo e condividiamo da RiseUp
Il server principale di Saravá è attualmente a rischio sequestro da parte della pubblica accusa brasiliana. Questo accade proprio mentre il Brasile sta ospitando Netmundial, una conferenza sul futuro della gestione di Internet. Per ironia della sorte, il Brasile ha recentemente approvato una legge che potrebbe  teoricamente rappresentare una sorta di  “Carta dei diritti” di Internet. Nonostante questo, solo pochi giorni dopo l’approvazione della norma, il procuratore Edilson Vitorelli Diniz Lima ha deciso di chiedere il sequestro del server di Saravá – che ospita gruppi di ricerca, movimenti sociali, liste di discussione e altri strumenti di comunicazione che nulla hanno a che vedere con l’inchiesta in corso.
Fatto ancora più inquietante, la policy sulla privacy di Saravá spiega chiaramente che le informazioni che la pubblica accusa sta cercando non vengono registrate dall’organizzazione. La decisione della magistratura di sequestrare il server anche in assenza delle informazioni cercate sottolinea il vero obiettivo dell’accusa: reprimere il dissenso e ostacolare i movimenti sociali.
La pubblica accusa brasiliana deve interrompere queste attività, che violano direttamente l’articolo 3 del “Marco Civil da Internet”, dove sono espressamente protette la privacy, l’integrità dei dati personali e la libertà d’espressione.
Qui potete leggere il comunicato di Saravá al riguardo.
Aggiornamento: il 28 aprile il pubblico ministero ha sequestrato i dischi di Saravá, causando un down di qualche ora. I dischi erano crittati e comunque non contenevano i dati richiesti, e secondo la legge brasiliana i proprietari non sono comunque obbligati a presentare le chiavi private per decrittarli. La maggior parte dei servizi sono già tornati online.

ukraine.noblogs.org closed for policy reasons

domenica, Marzo 23rd, 2014

As we will never get tired of explaining, A/I is a collective that offers its services only to groups and individuals who embrace the fundamental principles of antifascism, antiracism, antisexism and antimilitarism as well as a non-commercial approach.

We are extremely glad to see that most of our users understand this requirement and not only agree with our policy and manifesto, but often use our services for critical projects aimed at turning those same principles into reality.

Unfortunately sometimes the opposite happens, but when we find out (and we do!) that someone has cheated on us, and has used his or her account for spreading messages that go against our principles, we  immediately close that account together with all related services. This is what has just happened with ukraine.noblogs.org, a blog opened by the so-called Ukraine Revolutionary Army and very close to the far-right positions of Right Sector.

If you notice other blogs that clash against our policy and manifesto, please let us know by writing to info@autistici.org

Di che cosa parliamo quando parliamo di privacy – What we talk about when we talk about privacy

sabato, Agosto 17th, 2013

[english version below]

Giovedì 8 agosto Lavabit (un provider statunitense che offre caselle di posta sicure tra cui quella usata da Edward Snowden) ha chiuso all’improvviso dopo essere stato costretto ad attenersi a un’intimazione del governo USA (su cui non è stato possibile rivelare alcunché). In seguito Silent Circle, un provider incentrato sulla sicurezza, ha deciso di chiudere preventivamente il suo servizio di posta elettronica crittata e di cancellare tutti i dati degli utenti dal proprio server per prevenire rischi per le persone che usavano il servizio.
A questi eventi ha fatto seguito una prevedibile impennata nelle richieste dei nostri servizi, una situazione eccezionale che A/I ha trovato alquanto preoccupante.
A seguito di questa situazione è iniziata una discussione interna al collettivo e riattiveremo a breve le richieste di nuovi servizi.
Mentre aspettate che la vostra casella di posta venga creata, vorremmo offrirvi qualche importante spunto di riflessione.

  • Autistici/Inventati è un progetto volontario e non commerciale che offre servizi online gratuiti (come gli indirizzi di posta elettronica che rispettano la privacy degli utenti) e il cui obiettivo specifico è fornire strumenti di comunicazione a soggetti anticapitalisti e a gruppi di base.
  • Non consegneremo mai volontariamente i vostri dati all’NSA o a qualunque altro ente statale, statunitense o di altri paesi, ma questo non significa che possiamo proteggervi dall’NSA o da altri servizi segreti o forze di polizia malintenzionati. È già successo diverse volte: la polizia ha sequestrato illegittimamente i nostri server (1), e anche se i dischi contenenti la vostra posta sono crittati, questa non è una garanzia di lungo periodo. Non delegate, prendetevi la responsabilità della vostra sicurezza: scaricate e crittate i vostri messaggi.
  • Imparate a usare la crittazione. Installate GPG! Se non sapete da dove iniziare, ecco un link da cui partire.
    La crittazione delle e-mail può essere automatizzata su quasi tutti i client di posta. Le opzioni sono diverse. Tra queste, Thunderbird+Enigmail è una di quelle che vi consigliamo di più. Ed ecco un manuale che spiega quel che serve per rendere sicure le proprie comunicazioni.
  • Anche se i dischi dei nostri server sono crittati, noi non cifriamo le vostre caselle di posta una per una, quindi chi accede alle macchine (cioè gli admin) possono leggere le vostre mail.
    Considerate insomma che quando vi affidate a noi per le vostre comunicazioni vi state fidando di noi come collettivo. Se ancora avete dubbi a riguardo, leggete la nostra policy e il nostro manifesto mentre riflettete su questo argomento.
  • Per finire, per quanto Autistici/Inventati protegga il più possibile la privacy dei suoi utenti, e nonostante i nostri server siano sparsi un po’ in tutto il mondo, considerate che siamo solo un’associazione no-profit legalmente costituita in Italia, un paese il cui governo e i cui enti pubblici sono, a essere ottimisti, almeno altrettanto imprevedibili e subdoli quanto i loro omologhi statunitensi.
    Inoltre, dal momento che l’Italia è un fedele suddito dell’impero USA, siamo abbastanza sicuri del fatto che se le autorità statunitensi decidono di intrufolarsi nella vostra privacy, gli alleati italiani saranno più che pronti a dargli una mano.
    Quindi non date per scontato che possiamo difendervi dall’NSA più di un provider statunitense solo perché i nostri server non si trovano negli USA: non è così che stanno le cose!

Per concludere, ricordate che non esistono bacchette magiche per difendere la propria privacy online e che richiederci una casella di posta è solo il primo passo per difendervi dal controllo e dalla repressione. Se non vi sta bene vivere in un mondo in cui governi e corporations hanno privatizzato il vostro diritto alla privacy dovete agire in prima persona, non delegare a qualcun altro (noi inclusi!) la lotta per un vostro diritto fondamentale. L’unico modo di vincere questa battaglia è che tutti quelli che non accettano questo paradigma inizino a protestare attivamente. La protezione della vostra privacy dipende da voi stessi. Rivendicate i vostri diritti con consapevolezza!



What we talk about when we talk about privacy

On Thursday 8th August, Lavabit (an American provider offering secure mail services including Edward Snowden’s mailbox) suddenly shut down after being forced to comply with (still undisclosed) orders from the US government.
Subsequently, Silent Circle, a privacy-oriented services provider, pre-emptively turned off their encrypted email service, deleting all user data from their server, in order to avoid risks for their users.
After all of this happened, we witnessed a predictable surge in requests for our services, an unprecedented situation that A/I found a bit worrying.
In the meantime, we discussed this issue internally and we will re-enable shortly new service requests.
As you wait for your mailbox to be created, though, we would like to give you some important food for thought.

  • Autistici/Inventati is a volunteer-run non-commercial project providing free internet services, like e-mail addresses, which respect our users’ privacy, and is specifically focused on providing tools for communication to anticapitalist groups and grassroots initiatives.
  • We will never voluntarily hand over your data to the NSA or to any other government agency, be it in the U.S. or elsewhere, but this does not mean that we can protect you from the NSA or any other ill-intentioned intelligence or police force. It has already happened several times: we had the police illegitimately seize one of our servers (1), and although the disks containing your emails are encrypted, this is not a long-term guarantee.
    Do not delegate, act for your own security – download your e-mail messages and keep them encrypted.
  • Learn how to use encryption. Install GPG! If you don’t know where to start, here’s a link for you.
    Encrypting your e-mail can be automated on most all e-mail clients, there are few options, among which we can recommend Thunderbird+Enigmail for a start. Here’s a howto that explains what you need to attain a safe communication.
  • Even though the disks of our servers are encrypted, we don’t encrypt your mailboxes individually, so your mail can be read by those who access the servers, i.e. A/I’s administrators.
    Bear in mind, then, that when you entrust us with your communications, you are trusting us as a collective. If you still have doubts about us, please, read our policy and manifesto as you consider this point.
  • Finally, even if Autistici/Inventati protects their users’ privacy as much as possible, and even if our servers are located in several contries all over the world, you should consider we’re only a non-profit association legally registered in Italy, a country whose government and public agencies are, to say the least, as untrustworthy and sneaking as their American counterparts.
    Besides, since Italy is a loyal subject of the American empire, we are pretty sure that if the U.S. authorities want to intrude into your privacy, the Italian allies will be absolutely ready to give them a hand.
    So please don’t simply assume that since our servers are not based in the U.S.A. we can protect you from the NSA more than an American provider. This is not true at all!

In conclusion, remember there is no magic bullet for your online privacy, and requesting an email from us is just the first step in protecting yourselves from control and oppression. If you don’t like living in a world where governments and corporations privatize your privacy, you MUST get involved personally in the protest. You cannot delegate someone else (even us!) to defend that right for you. The only way we all can win this battle is if every single one of us stands up for her rights and starts protesting actively.  You have to act by yourself, and self-consciously reclaim your rights!

perche’ non accettiamo bitcoin / why we do not accept bitcoin

lunedì, Luglio 1st, 2013

bitcoin-robber

english at bottom

E’ un po’ di tempo che ci ripromettevamo di spiegare sul sito perche’  non accettiamo i Bitcoin come metodo di pagamento ed in sintesi i punti sui quali come collettivo siamo d’accordo sono questi:

1. non e’ vero che i Bitcoin sono totalmente anonimi (come sottolineato sul sito ufficiale).

2. noi paghiamo i servizi in Euro o Dollari, non in Bitcoin, per cui siamo costretti a cambiare i Bitcoin in Euro/Dollari per poterli usare. I cambi sono gestiti da societa’ poco chiare che gestiscono grosse percentuali di tutto il traffico Bitcoin che non e’ per nulla evidente che siano meglio delle banche.

3. proviamo un astio generico verso i Bitcoin e le speculazioni finanziare che reggono al momento il mercato in bitcoin. Abbiamo visto tutti l’andamento nel tempo di questa nuova moneta e ci e’ sembrato il tipico andamento di un investimento soggetto a bolle speculative e questo non ci sembra un comportamento da moneta che vuole essere ‘comunitaria’.

In sintesi: i Bitcoin non ci danno grandi vantaggi rispetto ad un conto corrente, e siamo pigri. le vere donazioni anonime si fanno in busta chiusa usando guanti di lattice.

Inoltre a questo punto ci sembra abbastanza chiaro che considerare Bitcoin come una “moneta” e’ un po’ improprio: Bitcoin e’ un fondo di investimento pump&dump fatto per abbindolare gli ultralibertari anarcocapitalisti.
Insomma ci troviamo con un certo disagio nel partecipare attivamente a questo gioco finanziario.

english version

It’s been a while now since we promised ourselves to explain why we do not accept Bitcoins as donation method.
To summarize, the list of reasons we all agreed are the following:

1 they are not really anonymous (it is stated also on their official website)

2 we pay our services in Euro or in Dollar, not in Bitcoin, for this reason we should then convert them anyway. To convert them we should be using one of these Bitcoins exchange sites which are not that transparent and who control a big amount of the total Bitcoin traffic and it’s not proven that they are any better than normal banks.

3 we feel a general hatred for Bitcoins and their financial speculations which at the moment are holding the Bitcoin market. We all have seen the trend over time of this new coin and it looked pretty much like the typical behavior of an investment subject to speculative bubbles and we do not consider this a behavior of a ‘comunitarian’ coin.

To summarize even more: bitcoins do not give us any specific advantage compared to a normal bank account and we are lazy. the real anonymous donations are made in a sealed envelope using latex gloves.

Also at this point it seems pretty clear to us that to consider Bitcoin as a “currency”  is ‘a little’ improper: Bitcoin are an investment fund pump & dump done to dupe the ultra-libertarian anarco-capitalists.

In short, we find ourselves with a certain unease to participate actively in this financial game.

A/I vs Bassani, gli atti e considerazioni

mercoledì, Aprile 17th, 2013

In questo post trovate la poca documentazione allegata al decreto penale che abbiamo ricevuto in relazione alla vicenda A/I vs Bassani.
Si tratta di una nota della polizia postale di Firenze ( 1 | 2 ), nella quale dopo aver faticosamente accertato che la nostra casella postale appartiene veramente a noi, l’ufficiale incaricato prende in esame la documentazione fornita da Bassani: in base ad un confronto tra i siti effettuato attraverso “web archive” decide che il file in questione appariva prima sul sito di Bassani e poi nel sottosito di A/I.
La procura di Milano, preso atto di questa attenta analisi, decide di condannarci in relazione alla querela presentata dal signor suddetto.
E’ interessante notare come il motivo della diatriba sia la richiesta di un risarcimento per la pubblicazione del materiale, mentre noi ci siamo limitati a rimuoverlo. In realta’ nel carteggio con lo studio del signor Bassani non vengono mai richiesti esplicitamente dei soldi, ci si limita ad insistere sul principio che se l’associazione non e’ in grado di fornire dati utili all’identificazione dell’utente, in ogni caso e’ da ritenersi responsabile di ogni singolo contenuto pubblicato sotto i propri domini, poiche’ non poteva non essere a conoscenza di quanto presente sui propri server.
Il nostro sospetto e’ che il signor Bassani abitante in provincia di Varese conosca al piu’ le associazioni della propria parrocchia e che si rifaccia a questo modello per inquadrare il caso.
In merito a tutto cio’ avremmo due considerazioni, semplici, ma che evidentemente ne’ la postale di Firenze, ne’ Bassani sono stati in grado di fare.
Di cosa si occupa la nostra associazione ? E’ scritto nell’home page del sito:
A/I (che sta per autistici.org / inventati.org) nasce nel marzo 2001 dall’incontro di individualità e collettivi che si occupano di tecnologie, privacy, diritti digitali e attivismo politico. L’idea di base è quella di fornire strumenti di comunicazione liberi e gratuiti su vasta scala, spingendo le persone a scegliere modalità comunicative libere anziché commerciali. Vogliamo informare e formare sulla necessità di difendere la propria privacy e di sottrarsi al saccheggio di dati e personalità che governi e grandi aziende conducono in maniera piuttosto indiscriminata.
A/I fornisce tutta una serie di servizi liberi, gratuiti e rispettosi della privacy …
Da questo semplice passaggio si poteva intuire che la decina di membri dell’associazione non gestiscono direttamente i contenuti delle migliaia di spazi che offrono. Cosi’ come google non inserisce ogni filmato di youtube, ne’ e’ autore di tutte le mail @gmail, ne’ responsabile di tutti i link che il proprio motore di ricerca fornisce a tutto il mondo. Questo principio si chiama net neutrality ed e’ il motivo per cui Internet e’ ancora accesa e funzionante. Onestamente non riusciamo a comprendere per quale ragione se la procura di Milano assolve google nel caso, ben piu’ complesso, della pubblicazione di un video di sevizie ad un disabile, noi dobbiamo venire condannati per una questione del tutto simile, ma decisamente piu’ irrilevante.
I membri del collettivo di gestione di A/I sono tutti volontari non pagati, non ricaviamo alcun reddito da questa attivita’, che e’ sostenuta solo dalle donazioni degli utenti, a stento arriviamo a pagare le spese dell’infrastruttura a fine anno. Che interesse avremmo avuto a diffondere in rete un pdf dal nome misterioso realizzato dal signor Davide Bassani, video maker col pallino dell’informatica forense ? Attirare visitatori ? e perche’ ? Non solo non mettiamo pubblicita’ sugli spazi che offriamo, ma neppure permettiamo che lo facciano i nostri utenti.
Attualmente i nostri servizi sono utilizzati da qualche decina di migliaia di persone. In quale modo secondo il signor Bassani il nostro gruppo di volontari gestirebbe direttamente i contenuti di piu’ di 7000 siti ? E le mail: sono nostre anche tutte le mail ? e le liste di discussione pure ? Pensa forse che siamo dei polipi con cento occhi e mille braccia ?
Il signor Bassani ha deciso di giocare con un principio che mantiene la liberta’ in rete ad un livello accettabile. O questo vale sempre, dando la possibilita’ anche a chi non e’ un colosso come google di offrire dei servizi, oppure si rompe un equilibrio, che finisce per restringere la liberta’ di comunicazione di tutti.

A/I vs Bassani, quando i cattivi vincono la prima ripresa

venerdì, Marzo 22nd, 2013

[english version below]

Circa tre anni fa, nel 2010, abbiamo ricevuto una richiesta da uno studio legale relativa alla rimozione di alcuni file presenti su un sotto sito di un nostro utente, che avrebbero violato la legge sul copyright. Il cliente dello studio era tale Davide Bassani di www.dreamvideo.it, www.davidebassani.it

Il file in questione stava qui

http://www.autistici.org/dhexform/

nello specifico si richiedeva la rimozione di “Video, post pro Ciola.pdf”

La mail associata all’account sui nostri server risultava disabilitata perche’ non letta da mesi. Quindi come spesso accade ci siamo trovati con un account abbandonato a dover gestire le magagne di qualcun’altro. Abbiamo dunque rimosso il file perche’ non fosse piu’ scariacabile, come potete verificare anche da soli. Ma non era abbastanza. Il carteggio del nostro avvocato con lo studio legale a questo punto si fa piu’ imbarazzante, perche’ il signor Bassani a tutti i costi voleva sapere i dati anagrafici relativi all’account in questione. Intendeva infatti procedere comunque per vie legali e cercare di raccattare quattro spicci da una causa per violazione del copyright. La nostra policy, come accade per molti altri fornitori di servizi on line anche commerciali, non prevede l’obbligo per i nostri utenti di fornirci alcun dato anagrafico, abbiamo fatto presente che non sapevamo cosa dirgli e che il sito in questione contava pochi accessi, il nome del file non faceva presagire nulla che violasse qualche tipo di copyright, la nostra e’ un’associazione di volontari non pagati, che non hanno materialmente il tempo, ne’ la voglia per controllare le nostre decine di migliaia di utenti e che sarebbe stato gentile che la faccenda si chiudesse con la rimozione del file.
La risposta dello studio e’ stata in puro avvocatese, e del tutto priva di umanita’ e simpatia: il messaggio era chiaro o tirate fuori un nome oppure procediamo contro di voi. E cosi’ e’ stato.

Per quanto ne sappiamo questa dreamvideo avrebbe tranquillamente potuto aprire un account su di noi, mettere il video e poi denunciarci, ma anche senza cadere nel complottismo da morti di fame, pensiamo che dall’atteggiamento della controparte traspaia un certo gretto opportunismo nell’approfittarsi della situazione e nell’affogare il buon senso nella burocrazia e nei cavilli.

L’altro giorno con nostro sommo disappunto ci siamo visti recapitare un decreto penale di condanna di 1500 euro per violazione della legge sul copyright, al quale non mancheremo di fare ricorso, poiche’ la sentenza ci appare completamente senza senso. Ringraziamo sentitamente il signor Davide Bassani, video maker esperto di computer forensis, come spiega nel proprio sito, per la sensibilita’ dimostrata nel denunciarci all’autorita’ giudiziaria. Siamo sicuri ne trarra’ dell’ottima pubblicita’ e tante buone cose.

Infine vorremmo chiudere con un appello ai nostri utenti: se caricate sui vostri siti o blog materiale sottoposto a copyright ci esponete a fastidiose azioni legali. Dal momento che noi non conserviamo alcuna informazione atta a ricondurre un utente ad una persona reale, il problema sara’ quasi sempre solo nostro. Mettetevi una mano sul cuore e cercate di usare il cervello, le vie del file sharing sono infinite e appoggiare le cose su di noi non e’ la scelta giusta.



A/I vs Bassani, when villains win the first round
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