25 Aprile 2021

Aprile 25th, 2021 by bombo

Come ogni anno ci preme ricordare questa data, promessa di liberazione dal fascismo in parte avverata. In parte perche’ purtroppo ancora oggi abbiamo troppi esempi di ignoranza fascista nelle nostre strade e nei palazzi.
Del resto i partigiani erano molto pochi rispetto agli antifascisti del dopo guerra, molti han goduto dell’eroismo di pochi.
Noi, per non dimenticare quei pochi, proponiamo dal nostro archivio le loro memorie a questo indirizzo: https://live.autistici.org/#25aprile.

Questo l’elenco di materiali che andranno in loop durante la giornata:

problemi per noblogs / noblogs issues

Gennaio 9th, 2021 by putro


[IT]
Ci sono dei problemi con la scrittura di nuovi articoli su noblogs.org. Abbiate pazienza mentre cerchiamo di risolvere.

AGGIORNAMENTO: abbiamo ripristinato il sistema, il problema adesso dovrebbe essere risolto.


[EN]
There are issues with writing new articles into the noblogs.org platform. Please bear with us while we try to resolve the issue.

UPDATE: The issue should be resolved, we restored the previous version.

Newsletter Autistici/Inventati – 20 e non piu’ 20

Dicembre 20th, 2020 by putro

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Newsletter Autistici/Inventati – Dicembre 2020/Gennaio 2021

PIANETA TERRA. ULTIMA FRONTIERA. VENTI E NON PIU’ VENTI
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[English and Castellano version below]

Ricevi questa e-mail perche’ hai un account o gestisci un servizio
offerto dai server del progetto Autistici/Inventati.
Se pensi di averla ricevuta per errore segnalacelo, scrivendo a
help@autistici.org

Venti sono gli anni dalla nascita di Autistici/Inventati. Venti sono gli anni passati da quando ci siamo avventurati su questa strada piuttosto complicata.
Come ogni fine anno che si rispetti e’ per noi tempo di bilanci. E per noi i bilanci sono politici e progettuali prima che economici, anche se non possiamo negare che vi chiederemo come sempre di sostenerci economicamente.

Venti anni fa nessuno faceva quello che facciamo. E anche oggi nessuno lo fa come lo facciamo noi. E’ importante ricordarlo perche’ 20 anni passati a mantenere vivo e funzionante un progetto come il nostro, potendo fare affidamento ESCLUSIVAMENTE sul contributo volontario di chi vi partecipa e sulle donazioni dei nostri utenti,necessitano di particolare riguardo.

Oggi e’ facile trovare una e-mail o lo spazio dove mettere un sito gratis, e sappiamo che le mailing lists sembrano passate di moda, soppiantate dai milioni di gruppi forniti dai vari messengers, ma pensiamo che oggi sia ben più difficile trovare uno spazio libero dove poter ragionare e organizzare alternative all’esistente. Senza luoghi alternativi non esistono pensieri alternativi, senza spazi dove praticare altri modi di vivere, di organizzarsi e ipotizzare mondi diversi non e’ possibile cambiare l’esistente.

Il 2020 non e’ stato solo crudele in termini di vite umane, ma ha portato anche una maggiore difficolta’ ad immaginare e praticare il cambiamento. E capiamo come sia difficile pensare al cambiamento quando ci si scontra con l’improvviso isolamento, non solo sociale, ma anche mentale che oggi notiamo in modo particolare. Siamo stati rinchiusi e incastrati tra le responsabilita’ verso gli altri e l’emergenza che non lascia spazio ad alternative. Alcuni pensano che in realta’ il 2020 abbia solo reso evidente la marginalita’ in cui e’ caduta la costruzione di mondi diversi. Ma il mondo esistera’ anche nel 2021, probabilmente in modo non dissimile dal 2020, e ci sara’ ancora bisogno di tornare a pensare e praticare qualcosa di completamente diverso. Come sempre non pensiamo che questo sia possibile in spazi mercificati, scrutinati, abusati costantemente alla merce’ di chi ricava profitto da ogni tua parola e da ogni byte. Non crediamo nemmeno in una narrativa che condanna i comportamenti collettivamente responsabili come una forma di debolezza o di schiavitu’: come se la logica dell’interesse personale, della pigrizia o dell’indifferenza possano comunicare un valore, quello dell’autodeterminazione, da rivendicare proprio in un momento in cui la biologia ci ricorda che nessuno e’ libero prima che siano libere tutte.

L’amarezza che proviamo quest’anno non si limita infatti solo agli ambiti digitali. Ovviamente sentiamo un forte bisogno di solidarieta’ e pensiamo che questa sia purtroppo spesso latitante sia nelle priorita’ che determinano l’evolversi della situazione nel mondo reale, che nella narrativa che ne scaturisce. E affermare che mai come quest’anno ce ne sarebbe bisogno e’ dire un ovvieta’, ma sentiamo lo stesso il bisogno di dirlo, e lo vogliamo comunicare non solo a parole, ma anche con il nostro lavoro, che quest’anno ha avuto spesso come obiettivo quello di rispondere ai nuovi bisogni che l’emergenza ha portato in superficie.

Un pezzo di lavoro spetta infatti a noi, per cercare di fornire strumenti ancora piu’ appropriati, efficaci ed utilizzabili.

Coerentemente alle esigenze emerse nel 2020 abbiamo aggiunto due nuovi servizi:

https://vc.autistici.org – un’istanza jitsi per videoconferenze
https://live.autistici.org – una piattaforma di streaming video live

Non richiedono autenticazione e non registrano i vostri dati, una combinazione di caratteristiche a nostro avviso peculiare che contiamo possa contribuire a cambiare l’atteggiamento con cui ci si rapporta alla tecnologia oggi.

Ma al di fuori degli ambiti digitali praticare il cambiamento e’ anche un esercizio sociale e comune, al quale ognuno deve pero’ contribuire individualmente.
Noi abbiamo la ferma intenzione di esserci. Insieme.

Alcuni ci scrivono che le idee che abbiamo espresso nel nostro ventennale e lirico manifesto sono obsolete e “fuori dal tempo”. Noi invece pensiamo che siano ancora esattamente la prospettiva che manca in questo tempo. Non abbiamo intenzione di cambiare strada. Abbiamo intenzione di aiutare a cambiare cio’ che ci circonda, con chi ci circonda. E’ quello che abbiamo sempre fatto e in cui abbiamo sempre creduto.

E non e’ mai stato facile. Ci auguriamo di poterlo fare insieme ai compagni e alle compagne che ci hanno accompagnato fino a qui e a molti altri e molte altre che si uniranno lungo la strada.

Se volete essere parte dei prossimi venti anni come lo siete stati di questi primi venti sapete dove trovarci e dove indirizzare chi condivide i nostri valori: https://www.autistici.org/get_service

Il lavoro lo mettiamo noi. Ma il sostegno economico e’ imprescindibile, dato che esistiamo solo grazie alle vostre donazioni: https://www.autistici.org/donate

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Collettivo Autistici-Inventati

https://www.autistici.org

donazioni: https://www.autistici.org/donate
aiuto: help@autistici.org
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[English version]

PLANET EARTH: THE FINAL FRONTIER. TWENTY AND READY FOR TWENTY MORE

You are receiving this newsletter because you have an account or
manage a service hosted by Autistici/Inventati.
If you think you should not receive it, write to help@autistici.org

Twenty years have passed since the birth of Autistici / Inventati. Twenty years have passed since we ventured down this quite complicated road. Like any respectable end of the year, it is again time for evaluations. End of the year balances are mostly political rather than financial for us, although we cannot deny that we will, as always, ask you to support us economically.

Twenty years ago nobody did what we do. And even today nobody does it the way we do it. This is important to remember because 20 years of work to keep our project alive and functional, relying EXCLUSIVELY on the efforts of the volunteers involved and the spontaneous donations from our users deserve special attention.

Today is very easy to obtain an e-mail address or the space to host a website for free, and we know that mailing lists are mostly replaced by the millions of group chats provided by the various instant messaging platforms. But we think that today it is much more difficult to find a free space where is possible to organize alternatives to the existing. Without alternative places there are no alternative thoughts, without spaces where it is possible to practice other ways of living, organize and imagine different worlds, it is not possible to change the existing one.

2020 has not only been cruel in terms of loss of human lives, it also brought greater difficulty in imagining and practicing change. We do understand how difficult it is to think about change when one has to come to terms with the sudden psychological in as much as social isolation we came to notice , that we recently came to notice. We have been locked down and wedged between the responsibilities towards others and the emergency that leaves no room for alternatives. Some think that 2020 has only actually made more evident how the struggles for an alternative world have become marginal. But the world will also exist in 2021, probably not very differently from 2020, and we will still need to think and practice something completely different.

As always, we do not think that this is possible in spaces that are commodified, monitored, profiled and constantly abused by those who profit from our every word and our every byte. We don’t believe in narratives condemning collectively responsible behavior either: as if it were some sort of weakness or a moniker of slavery. As if the logic of self-interest, laziness or indifference could communicate any sort of value, ie. self-determination, supposedly to be reclaimed, precisely when biology reminds us that no one is free unitl everyone is free.

The bitterness we feel this year isn’t in fact just related to the digital realms. Obviously we feel a strong need for more solidarity: we think that solidarity is unfortunately often lacking both in the priorities that determine the evolution of the real world situation, and in the narrative that derives from it. To say that never like this year there has been a stronger need for solidarity is stating the obvious, but we still feel the need to say it, not only in words, but also with our work, which in 2020 has often had the objective of answering the new needs that the emergency has brought up to the surface.

A piece of work is in fact up to us, to try to provide even more appropriate, effective and usable tools. Coherently with the needs that emerged in 2020, we have added two new services:

https://vc.autistici.org – a jitsi instance for videoconferencing
https://live.autistici.org – a live video streaming platform

They do not require authentication and do not log your data, a combination of features we believe can help change the common attitude we see in relating to technology today.

But outside the digital sphere, practicing change is also a social and common exercise, to which everyone must contribute individually. We have the firm intention of being there. Together.

Some wrote to us saying that the ideas we have expressed in our twenty years old, lyrical manifesto, are obsolete and “out of place” in today’s world. Quite the opposite, we think that they are still exactly the perspective that is missing today. We are not going to change our path. We intend to help change what surrounds us, together with the people around us. This is the way (cit.)

This is what we have always done and what we have always believed in. And it has never been easy. We hope to be able to do it together with the comrades who have been with us all the way here and with the many others who will join us further along the way.

If you want to be part of the next twenty years as you have been in these first twenty, you know where to find us and where to direct those who share our values: https://www.autistici.org/get_service

We take care of the work. But financial support is vital, since we only exist thanks to your donations: https://www.autistici.org/donate

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The Autistici-Inventati collective

https://www.autistici.org

donations: https://www.autistici.org/donate
help: help@autistici.org
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[Castellano]

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Boletín Autistici / Inventati – Diciembre 2020 / Enero 2021 PLANETA TIERRA. ÚLTIMA FRONTERA. VEINTE Y NO MAS VEINTE

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Veinte años han pasado desde el nacimiento de Autistici/Inventati, veinte años desde que nos aventuramos por este camino tan complicado. Como cada fin de año que se respete, llega la hora de los balances y para nosotros este es mucho más político y de iniciativas que económico, aunque no podemos negar que, como siempre, debemos pedir tu apoyo para el sostenimiento de este proyecto.

Hace veinte años nadie hacía lo que hacemos e incluso hoy nadie lo hace como lo hacemos nosotros. Es importante recordarlo porque estos veinte años de mantener vivo y en funcionamiento un proyecto como el nuestro, apoyado EXCLUSIVAMENTE en el trabajo voluntario de quienes participan en él y en las donaciones de nuestros usuarios, es un esfuerzo que vale la pena destacar.

Hoy es fácil abrir una cuenta de e-mail o un espacio para un sitio web de forma gratuita, y sabemos que las listas de correos han pasado de moda para ser reemplazadas por millones de grupos de chat alojados por servicios de mensajería instantánea.

Sin embargo, también pensamos que hoy en día es mucho más difícil que nunca encontrar un espacio libre para pensar y organizar alternativas a lo existente. Sin espacios alternativos no hay pensamientos alternativos, sin espacios en los que sea posible practicar otros modos de vida, organizarse e imaginar otros mundos posibles es imposible cambiar el mundo que existe.

2020 no solo fue un año cruel en términos de pérdida de vidas humanas, también trajo grandes dificultades para nuestra capacidad de imaginar y practicar el cambio. Sabemos lo difícil que es pensar en cambiar las cosas cuando nos damos cuenta de que estamos particularmente aislados no solo social sino también mentalmente, algo que hemos descubierto recientemente. Hemos estado encerrados y enmarcados entre la responsabilidad que tenemos hacia los demás y una emergencia que no nos deja espacio para construir alternativas.

Hay quienes creemos que, en realidad, 2020 solo hizo evidente el punto marginal en que aún se encuentra la construcción de un mundo diferente, pero este mundo como lo tenemos seguirá existiendo en 2021, probablemente de un modo no muy distinto al de 2020, y seguimos necesitando pensar y actuar de un modo totalmente diferente para transformarlo.

Como siempre, pensamos que esto no será posible en espacios mercantilizados, vigilados, perfilados y abusados constantemente por aquellos que sacan ganancias de cada una de nuestras palabras y cada uno de nuestros bytes. No creemos en una narrativa que condene al comportamiento colectivamente responsable como una forma de debilidad o esclavitud: como si la lógica del interés propio, la pereza o la indiferencia pudiera comunicar un valor, el de la autodeterminación, y reivindicarlos precisamente en un momento en que la biología nos recuerda que nadie es libre antes de que todos sean libres.

La amargura que experimentamos este año no se limitó al ámbito digital. Obviamente, sentíamos una fuerte necesidad de mayor solidaridad en momentos en que esta parece fugarse entre tantas prioridades que determinan la evolución de la situación del mundo real y la narrativa que se deriva del mismo. Mencionar que la solidaridad nunca fue tan necesaria como ahora es decir algo obvio, pero creemos que es fundamental decirlo, no solo con palabras sino con nuestras acciones y trabajo, que este año estuvo orientado a responder a las nuevas carencias que la emergencia ha sacado a la superficie. Un peso muy importante en dichas labores estuvo relacionado con tratar de proporcionar herramientas todavía más apropiadas, eficaces y utilizables para seguir construyendo ese otro mundo.

Coherentemente con dichas necesidades, en 2020 hemos abierto dos nuevos servicios:

https://vc.autistici.org   –  Un instancia de Jitsi para videoconferencias seguras
https://live.autistici.org –  Una plataforma streaming de video en vivo

Ninguno de ellos requiere de registro o autenticación ni va a guardar tus datos personales. Se trata de una combinación de características que, a nuestro modo de ver, pueden ayudar a cambiar la actitud con la que comúnmente se ve a la relación con la tecnología en nuestros días.

Sin embargo, por fuera de la esfera tecnológica, practicar el cambio es también un ejercicio social y común al cual cada uno de nosotros debe contribuir individualmente. Tenemos la firme intención de estar allí, juntos.

Alguns personas nos escriben diciendo que las ideas que hemos planteado durante veinte años en nuestros líricos manifiestos son obsoletas y están ‘fuera de tiempo’. Por el contrario, creemos que mantienen la perspectiva que hace falta en nuestros días. No tenemos la intención de cambiar nuestro camino: tratamos de ayudar a cambiar lo que nos rodea junto a la gente que nos rodea. Esto es lo que siempre hemos hecho y en lo que siempre hemos creído.

Esto nunca ha sido fácil. Esperamos poder seguir haciéndolo junto a los compañeros y compañeras que han estado a nuestro lado y muchos otros que se nos unan en el camino.

Si quieres hacer parte de lo que está por venir en los próximos veinte años, como estuviste en estos primeros veinte, sabes bien dónde encontrarnos y dónde invitar a quienes comparten nuestros valores:  https://www.autistici.org/get_service

Nosotros nos encargamos del trabajo, pero el sostenimiento económico es imprescindible, dado
que existimos solo gracias a sus donaciones: https://www.autistici.org/donate

Gracias,

Colectivo Autistici-Inventati

Problemi temporanei / Temporary issues

Giugno 4th, 2020 by ale

[IT]
Ci sono dei problemi con la rubrica della webmail, che risulta vuota per alcuni utenti. I dati sono ancora nel database, ma per qualche motivo l’interfaccia web non li mostra. Abbiate pazienza mentre cerchiamo di risolvere.

AGGIORNAMENTO: abbiamo ripristinato i contatti mancanti da un backup di due giorni fa, il problema adesso dovrebbe essere risolto.


[EN]
There are issues with retrieving and displaying contact addresses in the webmail. The data is still in the database, but the webmail won’t show it. Please bear with us while we try to resolve the issue.

UPDATE: The issue should be resolved, we managed to restore the contacts from a two-day-old backup.

Uno per tutti, 5 per mille ad A/I!

Maggio 20th, 2020 by lucha

[English version below]

Per chi paga le tasse in Italia, da quest’anno è possibile effettuare una donazione ad Autistici/Inventati attraverso la dichiarazione dei redditi, attraverso il meccanismo della donazione del 5 per mille.

Al momento di compilare il Modello CU Unico e 730, nel riquadro dedicato al 5 per mille, inserisci la tua firma ed il codice fiscale “93090910501” sotto alla dicitura:

"SOSTEGNO DEL VOLONTARIATO E DELLE ALTRE ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITA’ SOCIALE, DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE E DELLE ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI RICONOSCIUTE CHE OPERANO NEI SETTORI DI CUI ALL’ART. 10, C. 1, LETT A), DEL D.LGS. N. 460 DEL 1997"

 

[English version]

If you file taxes in Italy, you can donate to Autistici/Inventati via the so-called “5 per mille”, an option to donate 0.5% of your taxes to a non-profit organization.

To do so, on your “Modello CU Unico” and Form 730, in the section regarding “5 per mille”, you will have to sign your name ad insert the tax code (codice fiscale) “93090910501” where it says:

"SOSTEGNO DEL VOLONTARIATO E DELLE ALTRE ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITA’ SOCIALE, DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE E DELLE ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI RICONOSCIUTE CHE OPERANO NEI SETTORI DI CUI ALL’ART. 10, C. 1, LETT A), DEL D.LGS. N. 460 DEL 1997"

Fuori dal TECNO-ASSOLUZIONISMO

Maggio 13th, 2020 by tilde
Ripubblichiamo il testo di alcuni hacklab su questa fase di accelerazione digitale, come spunto di riflessione su che piega prende in molti ambiti:
# Pandemia. Di tecno-assoluzionismo e di come la tecnologia non ci salverà
In questi mesi abbiamo dovuto lavorare molto di più: sembra buffo, visto che eravamo a casa. Nel frattempo tante cose sono successe su internet e, con l’avvicinarsi di un “dopo” incerto, vorremmo dire la nostra sperando che queste riflessioni servano ad aprire una discussione. O almeno chiarire un poco alcune vicende fondamentali di queste lunghe giornate.
Se c’è qualcosa che l’hacking ci ha insegnato è che la tecnologia è un terreno di dominio e come tale va scardinato. Oggi la soluzione tecnica viene sbandierata come panacea, semplice, accessibile, ma è pura propaganda.
La tecnica asservita al potere economico e politico sembra avere il diritto di parlare di tutto, proponendo soluzioni che vanno dalla sanità, alla formazione, alla gestione dei flussi di persone, ma parla sempre da una posizione disincarnata, senza l’esperienza diretta delle problematiche e delle risorse fondamentali da preservare. Questo tipo di approccio alla tecnica è per noi tossico e l’hacking continuerà a voler sollevare queste contraddizioni con i suoi strumenti.
# La premessa
Le istituzioni hanno scelto di avere fin da subito un atteggiamento paternalista, con l’obiettivo di scaricare il pesante impatto del virus sulla “popolazione indisciplinata” che non rispetta i dettami della quarantena. 
Come se la limitatissima capacità di intervento non fosse dovuta alle condizioni critiche della sanità pubblica, stremata da anni di tagli, aziendalizzazioni su base regionale, privatizzazioni, accorpamenti e scelte sbagliate.
Invece di assumersi le responsabilità di una strategia che ha privilegiato i grandi centri nevralgici ospedalieri (grandi centri che da soli sotto pressione non avrebbero retto) a discapito di una sanità diffusa sul territorio, nelle comunicazioni ufficiali abbiamo assistito sgomenti all’elezione quotidiana di nemici pubblici, inviduati in categorie finora impensabili: il runner, il genitore con passeggino, il ciclista. 
Si sono lasciate sole le persone anziane nelle RSA o nelle loro case, incrociando le dita perché non si presentassero negli ospedali, nascoste sotto a un grande tappeto mentre il problema del contenimento del virus veniva trasformato, con atteggiamento ottuso e punitivo, nel contenimento/isolamento della popolazione.
In cima a tutto questo spesso si è preferito dar seguito alla volontà di confindustria e di molte aziende di tenere aperti i luoghi di lavoro a tutti i costi, senza procedure di protezione verificate ed efficaci, sviando l’attenzione grazie ad un’insostenibile retorica di guerra (il personale medico-sanitario come “eroi in prima linea”) a giustificazione dell’esistenza della carne da cannone in corsia e nelle fabbriche così come in trincea. Il costo del sacrificio è caduto sulle persone più vulnerabili.
# Tecno-buzzword e Covid-19
La prassi sanitaria è stata opportunamente confusa con la norma legislativa, attivando spesso un completo nonsense. Si è operato uno spostamento del problema: dal contenimento del virus si è passati ad un sistema di infrazioni da sanzionare, traslando così l’attenzione su quest’ultimo (il runner come arma di distrazione di massa).
Di nuovo, si prende un problema complesso e lo si riduce a uno collegato, ma più semplice, illudendosi e lasciando intendere che il secondo sia equivalente e risolva il primo. Si fa strada il sillogismo per cui contrastare il virus significa sorvegliare le persone che zuzzurellano in qua e in là.
A questo si aggiunge la più classica politica delle buzzword (parole tecniche, usate spesso in modo improprio per impressionare/influenzare chi ascolta con termini “alla moda”). Ci troviamo di fronte a un proliferare di “tecno-buzzword”: buzzword che presentano strumenti tecnologici come panacea di tutti i mali. Questa è una forma di tecno-soluzionismo che non risolve realmente i problemi e apre a una serie di ulteriori contraddizioni e criticitá.
# Tecno-buzzword 1: drone
Prendiamo un esempio: i droni.
L’Enac ha dovuto effettuare una serie di concessioni sull’utilizzo di questi giocattolini, perché i sindaci italiani più “smart” avevano iniziato ad autorizzarne l’uso in autonomia.
L’ente ministeriale ha dunque in fretta e furia liberato l’uso di droni nei controlli
legati alle ordinanze covid, prima fino al 3 aprile, poi nella paranoia generalizzata 
dell’apocalittico weekend di pasquetta, l’ha rinnovata fino al 18 maggio.
L’utilizzo propagandistico, per quanto inquietante, di questi oggetti volanti è chiaro: l’autorizzazione prevede la presenza di chi pilota sul posto, non in remoto, e la guida a linea di vista; i droni possono solo segnalare la presenza di persone da controllare, il materiale video registrato deve essere rimosso dopo il controllo e le infrazioni contestate sul momento. I controlli con droni sono stati effettuati in luoghi semi deserti, fluviali o marittimi. A conti fatti sembra più un divertissement per non annoiarsi in quarantena, visto che praticamente un vigile con un binocolo da 20 euro avrebbe avuto lo stesso effetto. 
Il salto di qualità avverrebbe con la guida da remoto e la registrazione ed elaborazione automatica delle immagini. Ricordiamocelo bene e non lasciamoci distrarre quando inevitabilmente qualcuno cercherà di far passare inosservato qualche “temporaneo aggiustamento alla normativa”, magari per far fronte ad un’altra “emergenza”.
Attualmente però i droni funzionano solo da generico spauracchio, utile a terrorizzare le persone, o da spot per sindaci sceriffi col pallino dell’innovazione in cerca di visibilità e consenso. 
# Tecno-buzzword 2: app di tracciamento contatti
Altro esempio: la app per tracciare i contatti.
Non ci sembra interessante disquisire se il tracciamento avvenga con la collaborazione degli operatori telefonici, o come sembra essere stato scelto, con il bluetooth e le app sviluppate da google ed apple.
La pre-condizione per questa fantomatica fase due è il ripristino di una sanità pubblica di prossimità, colpevomente smantellata da scelte di governo bipartisan e risorsa imprescindibile per contenere la pandemia. Servono assunzioni, formazione, presìdi medici diffusi sui territori, capacità di analisi: eppure non se ne sente parlare. Se non ci sono abbastanza laboratori d’analisi per fare un tampone a una persona con la polmonite, se non c’è nessuna persona in grado di andarglielo a fare a casa, se non ci si prende cura delle persone capillarmente, a poco serviranno uno smartphone e una app. Al massimo una app segnerebbe un numeretto, ma a leggere quel numeretto poi chi ci sarebbe?
Più chiaramente: è come costruire una casa a partire dalla porta, rifinirla di tutto punto con gli intarsi e lo spioncino a fotocamera, e poi chiamare tutti e dire: “Ecco qui: la porta è fatta secondo standard europei, è molto innovativa e rispettosissima della vostra privacy”. È normale che poi ti si chieda: “Ok, ma c’è solo la porta. La casa dov’è?”
La app trasla ancora il problema da una cosa difficile a una facile: in due settimane la app la fai.
Poi, tossendo, la apri sul cellulare e scopri che non ha proprietà curative.
Affrontare il discorso in termini di privacy e di tecnologie, è esattamente il terreno su cui ci vogliono portare, per attuare il giochino dello spostamento del problema e puntarci contro un’altra ennesima grande arma di distrazione di massa.
Non ci sono dubbi: preservare l’intimità digitale e la privacy è uno dei campi di lotta di quest’epoca, il problema del controllo è connaturato al sistema in cui viviamo e la raccolta massiva di dati è uno degli elementi fondamentali su cui si basano abusi e repressione. 
Immediatamente però, alle attuali condizioni e per contrastare la diffusione del virus qui e ora, un’app è semplicemente inutile e chi utilizza le buzzword app o innovazione sta colpevolmente contribuendo a sviare l’attenzione da quelle che sono le reali problematiche e a deresponsabilizzare chi ha realmente causato questa catastrofe sanitaria.
# Tecno-buzzword 3: DAD – didattica a distanza
La didattica, nell’impossibilità di utilizzare piattaforme pubbliche, si è frastagliata in mille rivoli e strumenti, pesando sulla buona volontà, intraprendenza e connessione del corpo docente che, lasciato alla propria iniziativa individuale, si getta a spegnere l’incendio che divampa grazie al vuoto sociale. Navigando tra un google, zoom, teams, whatsapp, skype, facebook, youtube, nella consapevolezza che l’esperienza didattica non sia riducibile esclusivamente all’erogazione di contenuti.
Al netto di tutti i ragionamenti vi è la (banale?) constatazione che la didattica a distanza non può essere sostitutiva e considerata equivalente della didattica in presenza, sopratutto per la fascia di età 6-18 e che il motivo per cui è stata imposta sono le carenze strutturali delle scuole che, disorganizzate e sovraffollate, non permettono la didattica in aula opportunamente distanziati.
Quindi si torna di nuovo alla questione principale: i problemi materiali si spostano nel digitale, ma il digitale non può risolverli.
La scuola, nel vuoto del pensiero e delle risorse strategiche, è stata di fatto consegnata in toto alle grosse piattaforme commerciali.
Ancora una volta, il meccanismo è il solito: di fronte a una scuola trasformata in azienda, svilita, dove mancano i soldi anche per il sapone, che andrebbe ripensata e riorganizzata con affetto, ci si affida al presunto potere taumaturgico della tecnologia. Non si può pensare che questa scelta non avrà ripercussioni sul futuro. Né si può pensare che sia una scelta ovvia ed automatica, con buona pace di tutti i discorsi sul free software nella pubblica amministrazione, che si fanno da praticamente 20 anni.
Salvo poi scoprire che la tecnologia non è così accessibile, ma è invece ulteriore fonte di diseguaglianza sociale. Perchè possiamo fare finta che non sia vero che molte persone facciano teledidattica con i giga del proprio cellulare, che il territorio italiano sia fatto di paesini sperduti e nient’affatto connessi, che sfavillanti e velocissimi computer non siano affatto in ogni casa, però, per l’appunto, stiamo facendo finta.
Quella che era già una tendenza problematica (una scuola fatta di didattica frontale e di valutazioni basate sulla quantificazione) rischia ora di diventare la norma perché “siamo in emergenza”. L’emergenza di oggi porta al pettine i nodi problematici della società che abitiamo.
Lo stato di crisi è strutturale e rende evidenti vulnerabilità preesistenti che non si possono risolvere normando l’emergenza ma solo in un processo di profondo cambiamento.
# Una tecno-buzzword non ci salverá
Amiamo gli enigmi e non ci spaventano le complessità dei problemi. Quello che temiamo sono le false piste e gli specchietti per le allodole.
Ciò che stiamo vedendo, e subendo, in questi giorni, non è altro che l’esasperata manifestazione di una serie di nodi che vengono al pettine e nessuna bacchetta magica smart basterà a scioglierli.
Quando la politica parla di tecnologia, spesso lo fa per sviare l’attenzione dalle ingiustizie e problematiche sociali a cui ci chiede di rassegnarci. Consapevoli che ogni piccolo spazio di libertà sacrificato non verrà restituito ma dovrà essere duramente riconquistato, quando la parola chiave è “emergenza” è ancora piu’ importante svelare i meccanismi nascosti e leggere oltre la propaganda.
Dobbiamo mantenere la concentrazione, scrollarci di dosso il ruolo di gregge e ritrovare quello di comunità pensante, ricordarci ogni buzzword che è stata utilizzata sulla nostra pelle, scartarla e continuare a guardare dritto davanti, al cuore del problema.
ChthuluLab Milano
altre individualità hacker e cyberpunk

25 Aprile di streaming e di lotta

Aprile 24th, 2020 by bombo

Come ogni primavera i pollini girano liberi nel cielo e quando sono i pollini della libertà, i fascisti starnutiscono.
Quest’anno sono 75 anni dalla Liberazione, ma sarà una celebrazione un po’ diversa dal solito. Niente iniziative collettive per metter le corone ai caduti, niente cortei, concerti, pranzi, Covid-19 non ce lo consente.

Ai singoli è lasciata l’iniziativa di celebrare questa festa ognuno come può. Solo chi ha lapidi o cippi commemorativi vicino casa può, con le dovute precauzioni, lasciare un fiore rosso o una corona di allori per commemorare i partigiani.

Noi di Autistici/Inventati abbiamo pensato che proporre dei contenuti a tema antifascista sul nostro nuovo servizio di streaming fosse un modo per permetterci di riunirci e condividere idee e riflessioni – perché riflettere su ciò che è stato serve a capire meglio questo presente di populismi e rigurgiti fascisti.

Da venti anni abbiamo un archivio video, dal quale abbiamo preso un po’ di materiale per farne uno streaming che funzionerà per tutta la giornata del 25 Aprile. Sono testimonianze che non vorremmo venissero dimenticate.

Per vederlo basterà andare a questo indirizzo: https://live.autistici.org/#25aprile.

Questo l’elenco di materiali che andranno in loop durante la giornata:

Vogliamo inoltre segnalare che dalle 18:30 ci sarà una diretta sempre sul nostro servizio di streaming condotta da “Partigiani in ogni quartiere“.

Ora e sempre: RESISTENZA!

 

A/I, che da 20 anni pratica attivamente antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo e non commercialità.

Videoconferenze per autorganizzarsi in remoto / Video calls for remote self-management

Marzo 12th, 2020 by ale
[English version below]
Viste le circostanze abbiamo deciso di rendere disponibile, su base sperimentale e per un periodo limitato di tempo, un servizio di videoconferenza aperto a tutti, per supportare attività di gruppo a distanza.
Il servizio è disponibile su vc.autistici.org ed è stato implementato usando il software open source Jitsi.
Il servizio è fruibile liberamente da un computer con webcam o da uno smartphone (usando l’app di Jitsi), senza bisogno di effettuare alcuna registrazione o autenticazione (ovvero è possibile usarlo anche se non si è già utenti di autistici.org). La capacità è limitata, e nel caso dovesse terminare, le condizioni di accesso potrebbero cambiare oppure espanderemo la capacità, vedremo.
Ci interessa però parlarvi di alcune questioni tecniche che è importante sapere prima di usare questo strumento.
  • Autistici/Inventati non mantiene alcuna registrazione della chiamata e nessun identificativo personale dei partecipanti. Questo ovviamente non vale per le persone che partecipano alla chiamata con voi, perciò se non volete che sconosciuti partecipino alla vostra chiamata vi consigliamo di impostare una password per la stanza.
  • Il servizio è pensato per gruppi che condividono la nostra policy, in caso di abuso non ci faremo problemi ad intervenire
  • Pare ci siano incompatibilità con versioni di Firefox non sufficientemente recenti, quindi in caso riscontraste problemi vi consigliamo prima di provare con Chromium.
  • In alcuni casi Jitsi effettua connessioni peer-to-peer, che implica che il proprio indirizzo IP può essere rivelato agli altri partecipanti.
  • Ricordate che è impossibile impedire agli altri partecipanti di registrare le conversazioni, e che le videoconferenze sono suscettibili alle intercettazioni elettroniche ED ambientali contemporaneamente.
Detto questo, non ci resta che augurarvi buon uso del nostro nuovo servizio.
In caso riscontraste problemi ricordate che potete segnalarli all’indirizzo email help@autistici.org.
Buona organizzazione!

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Newsletter Autistici/Inventati – Arriva la fine dell’anno

Dicembre 21st, 2019 by tilde

– ——-
A/I newsletter 2019
– ——-
[English version below]

**Stai ricevendo quest’email perche’ hai un account o utilizzi uno dei
servizi nei server di Autistici/Inventati**

Arriva la fine dell’anno.
E’ un periodo segnato dal consumismo piu’ ossessivo, dalla vita frenetica, da
maggiori aspettative da parte di chi ci sta vicino ed anche lontano.
Il clima e’ stato imprevedibile ultimamente, per gli stessi motivi per cui
questo periodo, come ogni anno, spesso non e’ facile da affrontare…
L’illusione di una crescita economica infinita, il profitto come chiave di
lettura di ogni aspetto della nostra vita, il continuo martellamento dei media
nel tentativo di manipolare i nostri pensieri e desideri e l’esaurimento delle
risorse naturali ( minacciando anche la nostra stessa presenza sulla Terra) ci
rendono chiaro una volta di piu’ quanto il problema sia l’insostenibilita’ del
capitalismo, quanto sia necessario ipotizzare un modello politico, sociale e
di vita nuovo.

Uno dei tasselli che mettiamo a disposizione in questa lotta sono i servizi
che manteniamo e offriamo gratuitamente e liberamente da ormai quasi 20 anni:
la loro stabilita’, qualita’ e costante messa in sicurezza e’ la nostra
piccola missione.

Per rendere possibile l’esistenza di A/I e’ necessario molto lavoro, ma il
nostro attivismo non e’ sufficiente: i server e la connettivita’ costano, ci
sono gli oneri legali e di amministrazione di tutta la struttura, e questi
ultimamente sono aumentati.
Per questo vi chiediamo di sostenerci con le vostre donazioni e con le
iniziative benefit che negli anni non sono mai mancate e senza le quali A/I
non esisterebbe.

https://www.autistici.org/donate

Tornando al fatto che siamo a dicembre, il nostro collettivo lo apprezza
esclusivamente a causa di un evento cosmico e inevitabile: presto le giornate
torneranno ad allungarsi, il che fa bene al nostro umore, cosa di cui abbiamo
indiscutibilmente un gran bisogno. Il sole tornera’ a splendere e usciremo
dall’oscurita’ e dal grigiore di questa fine dell’anno. Magari non e’ molto,
ma e’ gia’ qualcosa.

E anche per noi si conclude un lungo anno di duro lavoro, un anno che
cerchiamo di raccontarvi in questa newsletter.

Quest’anno sul fronte legale

La pressione legale sulla nostra associazione si e’ concentrata
prevalentemente su questi temi:

* richieste di accesso ad account personali di utenti impegnati in forme di
attivismo politico via Facebook (in questi casi quando veniamo contattati
conoscono gia’ la vera identita degli utenti, grazie ai metadati di Facebook,
ma vogliono molto di piu’)

* tentativi di censura di articoli critici nei riguardi di imprenditori ed
aziende che si macchiano di attivita’ antietiche, anche se precedentemente
pubblicati altrove.

* richieste di rimozione di report contenenti dati personali gia’ pubblici
riguardanti esponenti dell’estrema destra e della cosiddetta “alt-right”
internazionale.

* richieste di rimozione di materiali che si suppone violino i diritti di chi
ne detiene il copyright (spesso senza che chi si suppone sia la parte offesa
detenga effettivamente i diritti suddetti).

* richieste di informazioni, logs, credenziali, contenuti, etc.. riguardo
utenti che denunciano situazioni di irregolarita’ nelle istituzioni
(whistleblowers).

Come ben sapete e non ci stancheremo mai di ripetere, noi non abbiamo accesso
ai vostri dati e di certo non ci permettiamo di modificare nessun contenuto da
voi pubblicato sulla nostra piattaforma.

Detto questo, e’ stata una dura lotta. Affrontare queste richieste con il
giusto approccio richiede molte risorse: impegno, energie e anche soldi. Non
c’e’ quasi mai una procedura standard, e spesso per affrontare queste
situazioni correttamente sono necessarie lunghe consultazioni interne.

Quest’anno dal punto di vista tecnico

Il 2019 e’ stato un anno intenso e operoso sotto il profilo tecnico, con
risultati determinanti per tutta l’associazione. Abbiamo ricostruito l’intera
infrastruttura da zero e migrato tutti i dati senza particolari discontinuta’
nei servizi (relativamente parlando), e riteniamo di aver trovato una nuova
declinazione del nostro concetto di network resistente.
Parte della tecnologia che ora utilizziamo l’abbiamo dovuta praticamente
inventare di sana pianta, dato che i nostri obiettivi e le nostre necessita’
sono un po’ particolari.
Se volete studiarlo, usarlo, o contribuire il codice e’ disponibile online:

https://git.autistici.org/ai3 – moduli dell’ infrastruttura di AI3
https://git.autistici.org/ai3/float – il nuovo sistema di orchestration di AI3

Con il completamento della migrazione abbiamo concluso un processo molto lungo
iniziato a seguito dei malaugurati eventi di due anni fa, in cui la nostra
infrastruttura era stata presa di mira da un attacco informatico operato da un
gruppo ignoto, attacco che aveva avuto successo e che aveva compromesso
l’integrita’ dei dati. La pressione sul nostro collettivo si e’ putroppo
manifestata anche cosi’, in questi ultimi anni.
A seguito di questi eventi ci siamo resi conto di come fosse necessario un
completo redesign e l’implementazione di un nuovo paradigma di sicurezza e
operabilita’.

Ad oggi la maggior parte dei servizi sono stati isolati per aumentare il
livello di sicurezza, scalabilita’ e modularita’. Il nuovo design ha ridotto
di molto le interdipedenze, il che rende molto piu’ semplice, tra le altre
cose, sia provare il software e mantenerlo aggiornato, che applicare toppe di
sicurezza quando questo lo richieda.

Cerchiamo sempre di sviluppare tecnologia sostenibile sul lungo periodo, oltre
che mantenerla operativa e renderla piu’ facile da gestire per noi, senza
lasciare in secondo piano la sicurezza.
Tutto questo perche’ vogliamo rimanere in giro ancora molto a lungo!

Abbiamo aggiunto anche alcune migliorie piu’ evidenti a voi utenti:
l’autenticazione a due fattori (ora si possono usare anche chiavi di sicurezza
hardware) e la crittazione del contenuto delle singole caselle di posta con
una chiave diversa per ogni utente.
Solo voi avete accesso alle vostre mail.
A tal proposito, se non l’avete ancora fatto da quando abbiamo rinnovato
l’infrastruttura a maggio, e’ giunto il momento di cambiare la password in
modo da abilitare la crittazione della vostra mailbox.
Ci siamo tra l’altro scordati di dirvelo quando e’ successo, ma gli onion
service per la posta sono nuovamente attivi, come anche jabber.

Se ogni tanto qualcosa non funziona, segnalateci il problema mandando una mail
a help@autistici.org, cosi’ ci aiuterete ad accelerarne la soluzione.

A/I nel futuro

Le richieste di servizi che riceviamo un po’ da tutti gli angoli del pianeta
ci raccontano di situazioni parecchio preoccupanti, parlano di repressione
certo, ma per fortuna anche di resistenza.
Tuttavia non abbiamo mai ricevuto tante richieste di aiuto in contemporanea da
tutto il mondo con questo livello di serieta’ e urgenza.
Sono storie che non spetta a noi raccontare, ma di cui veniamo a conoscenza
ogni giorno, come la punta di un iceberg che viene a galla, anche negli
articoli su noblogs.org. La realta’ che queste situazioni di vita reale ci
presentano e’ di nuovo quella di una lotta che sara’ piu’ dura in futuro, ma
speriamo ovviamente che l’anonimato e la sicurezza dei nostri servizi allevino
almeno un po’ le difficolta’ che incontra chi lotta ogni giorno.

Da un punto di vista legislativo c’e’ da considerare che la rete e’ molto piu’
regolamentata di quanto non fosse precedentemente. Il che non rende le cose
piu’ facili, soprattutto per chi come noi non ha grandi mezzi economici a
disposizione.
Per fare degli esempi: i prezzi dei domini, lo spauracchio dei filtri di
contenuti, il costo di gestire lo spam, sono tutte complicazioni di non facile
soluzione per noi.

Dal punto di vista legale avere una regolamentazione maggiore e un livello di
complessita’ piu alto significa, di nuovo, maggiori costi. Noi non siamo
avvocati e facciamo fatica a trovarne, soprattutto esperti di tecnologia. Del
resto siamo anche consapevoli del fatto che per andare avanti, questo e’ un
fronte che diventera’ sempre piu’ importante e dove onestamente a volte
abbiamo bisogno di consigli per potervi proteggere adeguatamente. I nostri
avversari hanno tanti avvocati e tanto denaro per pagarli.

Tutti questi aspetti hanno una cosa in comune: parlano di un presente e un
futuro politico piu’ difficile da affrontare.

La nostra richiesta di aiuto

Noi per quest’anno crediamo di aver fatto la nostra parte. Ma, per tirare le
somme, siamo in una situazione in cui ci servono piu’ donazioni. Pensate a
quanto vi stanno a cuore i vostri dati, le nostre battaglie legali e
politiche, e ovviamente gli altri utenti. Siamo sicure del fatto che l’affetto
sia reciproco, e che lo vorrete dimostrare.

https://www.autistici.org/donate

Un abbraccio di cuore, ci si vede su A/I

A/I crew 2019

* * *

[English version]
**You are receiving this email because you have an account or use one of
the services hosted by Autistici/Inventati**

We are approaching once again the end of the year.
Like every year, this is a period tainted by the most compulsive patterns of
consumism, unreasonably hectic personal agendas, and much greater expectations
from our closest ones, and also those more afar from us.
The weather has been quite unpredictable lately, for the same reasons why, as
we just said, this time of the year can often be difficult to dig into: the
illusion of infinite economic growth, the commoditization of every aspect of
our lives, the relentless attempt by the media to manipulate and control our
minds and desires, and of course the pityful state of erosion of our natural
resources ( threatening our very presence on earth ) reinforce once again our
awarerness of how capitalism is unsustainable. A radical change in the
political and social model, and ultimately a different lifestyle have never
been so necessary.

Our little contribution to this struggle is to make some tools available, the
free services we have been providing on the course of almost 20 years: their
reliability, stability and security constitute our mission.

Honestly to make A/I possible a lot of hard work is necessary, but our
activism is not sufficient: servers and connectivity costs, as well as legal
and administrative fees, have lately been surging.
To cover these expenses we have always received support from you with your
many donations and benefit events, that truly have been determinant for the
existance of A/I through the years. Thank you.

https://www.autistici.org/donate

Going back to talk about these days, as always the only aspect our collective
really appreciates is the expected cosmical event of the winter solstice in
December: soon our daily sunlight exposure will start to increase every day
again, a very much needed and efficient mood lifter indeed.
The sun will soon return to shine, we will get out of the dark!
Maybe it’s not much, but still something.

So yet another year of work is coming to an end for us, a year we would like
to try to summarize for you in this newsletter.

This year on the legal front

The legal pressure on our collective for the past year has been following
these trends:

* access request to the personal accounts of our users engaging in political
networking on Facebook (when this happens they already know the identity of
the user thanks to Facebook metadata, but they want more than that).

* attempts to censor articles critical to entrepreneurs or corporations
indulging in unethical operations, even when previously published elsewhere.

* removal requests of otherwise publicly available information about members
of different alt-right or extreme right wing organizations around the globe.

* DMCA takedown requests of materials supposedly violating the publisher’s
copyright (often without the supposedly offended part being at all the
effective publisher).

* requests to access the data (logs, credentials, emails, personal content) of
users doing whistleblowing.

Let us clarify once more: we don’t have access to any user’s personal data,
and we certanly won’t ever dare to apply any moderation to any content a user
might publish using our services. However, we have been struggling every day
to find the right approach in dealing with the above requests. They have
obviously taken their toll on our energy and finances, but also, as not often
a standard procedure exists, long internal consultations have been necessary.

This year in tech

On the technical level, 2019 has been an intense and redefining year for our
organization. We have rebuilt and (almost) seamlessly transitioned to our
brand new declination of “resistant network”. We had to build a lot of the
tech required from scratch, in order to match our specific requirements, this
time we even open sourced the code for you to learn, use and contribute to.

Take a look at
https://git.autistici.org/ai3/float for AI3 orchestration
https://git.autistici.org/ai3 for the AI3 modules

With the conclusion of the migration to the new infrastructure we reached the
end of a much longer process that has taken us two years to complete, from the
events of 2017 where our infrastructure was targeted and successfully
compromised by an unknown group, to the redesign and implementation of a new
paradigm of security and improved operability.
The pressure on our collective has unfortunately manifested itself also in
this form, in the last years.

But now most part of the services we run have been containerized to improve
the level of modularity, scalability and security. The new setup reduces
inter-dependencies considerably, and makes it very simple, among other things,
to test and upgrade software and apply security patches.

We are striving to build technology that is sustainable in the long term, both
in terms of maintainabilty, ease of use, and of course security. We hope to
still be around for a long time!

We’ve brought along a number of user-visible improvements as well: things like
better 2FA support (including hardware tokens), and the capability to encrypt
user mailboxes at rest in such a way that every user has her own unique
encription key assigned. That means you are the only one possibly accessing
your mailbox. Speaking of which, if you still did not do it after last
maintenance in May, now is the time to change your password. This will
activate the encryption of your mailbox content.

And by the way, we also forgot to let you know, both the onion mail service
and jabber are now active again.

If now and then something does not work as intended, please report the problem
sending a mail to help@autistici.org, so that we can faster find a fix.

A/I in the future

The service requests we receive lately, from every corner of the world,
present us with quite worringly situations: they tell us stories about
repression of course, but luckily about resistance as well.
However we cannot avoid to notice how the levels of seriousness and urgency in
these user requests, and their (global) scale, have lately been increasing.
These are not stories to be told here of course, but we read them every day,
like the tip of an iceberg suddenly emerging, also for example on Noblogs.org.
The common patterns in this real life situations point again towards a
probably harder struggle in the future. We obviously hope that the anonimity
and security we provide will contribute to alleviate the burden a little bit…

On a regulatory plan, there is much more to take into consideration now than
what it used to be, and this doesn’t make our life easier, also considering
that we don’t have great financial means. To make some examples: the possible
incoming surge in domain names prices, the threat of mandatory content
filters, the increased cost of spam processing won’t possibly be easy to deal
with for us.

And again from a legal perspective, having higher regulatory pressure and a
more precise legislation in place means we will obviously face bigger
expenses. We are not lawyers and we struggle to find good ones, especially
when being competent in the technology field is a necessary skill they should
have. However, we are aware of the fact that to keep on with our struggle,
this is a front that will become increasingly more important, and where we
sometimes really need guidance in order to better protect you. Our adversaries
have good lawyers, and the money to pay them, of course.

To sum up, these three aspects tell us that both the perspective on the
present and on the future are more challenging.

Our call for help

For this year we think we have taken our share of work. But, to cut a long
story short, we are in a position where we need more donations. Please think
about the value your personal data and our political and legal struggle has
for you; not forgetting the other comrades, users of A/I like you. We are sure
both are important to you, and that we are in a special place in your heart as
much as you are in ours.

https://www.autistici.org/donate

Hugs and kisses, see you on A/I in 2020

A/I crew 2019

Ci vediamo nelle strade (salviamo dot org)

Dicembre 17th, 2019 by bombo

neuromancer

“Cyberspace. A consensual hallucination experienced daily by billions of legitimate operators, in every nation. . . . A graphic representation of data abstracted from the banks of every computer in the human system. Unthinkable complexity. Lines of light ranged in the nonspace of the mind, clusters and constellations of data. Like city lights, receding.”

 
english version
 

Internet Society naque nel 1992 per organizzare e finanziare la creazione di standard condivisi e aperti sui quali sviluppare internet, da allora possiamo dire che parecchia strada e’ stata fatta e quello che si presentava
come un ‘cyberspace’ pionieristico e’ oggi semplicemente parte dei processi quotidiani di miliardi di persone.

ISoc e’ nata come ramo di un gruppo piu’ grande chiamato IETF, del quale negli anni ’90 ci piaceva un motto che oggi fa un po’ sorridere (se non proprio ridere amaro) per come le cose stanno andando:

We reject: kings, presidents, and voting. We believe in: rough consensus and running code.

La notizia recente della svendita del registro .org a un gruppo privato (Ethos Capital) e’ purtroppo una ennesima conferma di come di quei giorni pioneristici ben poco e’ rimasto e quel che e’ rimasto e’ marginale rispetto ai veri processi che guidano oggi internet.

Da tempo ormai decennale i ‘walled gardens’ sono il motore economico su cui si basano i giganti della rete, centrali monoliti in cui la totalita’ degli scambi che avvengono tra le persone sono monetizzati all’ennesima potenza, al punto da incidere pesantemente sui processi democratici occidentali, non semplicemente sul prossimo acquisto di natale.
Questa ennesima privatizzazione di un pezzo fondamentale di internet ci fa gridare ancora una volta

Altro che decentralizzazione, trasparenza e condivisione: solo monetizzazione!

Il motivo per cui oggi ancora una volta prendiamo parola e’ che questa decisione di privatizzare quel registro e’ stata presa in maniera opaca, ennesima conferma della spinta mercificatoria di ogni angolo della rete, ed e’ volta a incidere sui prezzi di vendita dei domini che con top level domain sono solitamente organizzazioni senza fine di lucro.

Il lucro si impone a chi vuole agire senza fine di lucro!

C’e’ da segnalare che altri soggetti sempre verdi si sono mobilitati per provare a incidere su questa decisione, un esempio di questa reazione si puo’ vedere sul sito https://www.savedotorg.org, non a caso registrato da NTEN che dichiara come propria missione di vedere un mondo giusto ed impegnato che sappia fare buon uso della tecnologia per restituire il potere di controllo alle comunita’ di persone.

Purtroppo ancora una volta dobbiamo ricordare che non puo’ semplicemente essere tecnologica la soluzione contro lo strapotere dei soliti maiali, ma e’ necessario alzare il livello di risposta politica e imporre barriere a chi ci vuole cavie di politiche dettate da quantomeno fallaci processi di ‘intelligenza artificiale’ (stupidita’ reale).

Per approfondimenti suggeriamo questa lettura da Boing Boing (in inglese):its an ethos

ENGLISH VERSION

See you in the streets (save .org)

neuromancer

“Cyberspace. A consensual hallucination experienced daily by billions of legitimate operators, in every nation. . . . A graphic representation of data abstracted from the banks of every computer in the human system. Unthinkable complexity. Lines of light ranged in the nonspace of the mind, clusters and constellations of data. Like city lights, receding.”

 

 

Internet Society was born in 1992 to organize and finance the creation of shared and open standards on which to develop the Internet, since then we can say that a lot of progress has been made and what was presented as a pioneering ‘cyberspace’ is now simply part of the daily routines of billions of people. ISoc was born as a branch of a larger group called IETF,, by which in the 90s we liked a motto that today could make us smile (if not a bitter laugh) because of how things are going:


We reject: kings, presidents, and voting. We believe in: rough consensus and running code.

The recent news of the sale of the .org register to a private group (Ethos Capital) is unfortunately yet another fact about how little of those pioneering days remains, and what remained is marginal compared to the real processes that drive the Internet of today.

For some time now the ‘walled gardens’ have been the economic engine on which the network giants are based, central monoliths in which the totality of the exchanges that take place between people are monetized to the maximum possible degree, to the point of heavily affecting the western democratic processes, not simply the next Christmas purchase.

This umpteenth privatization of a fundamental piece of the internet makes us scream once again

No decentralization, transparency and sharing: only monetization!

The reason why we once again take the floor today is that this decision to privatize that register has been taken in an opaque manner, yet another proof of how marketing dominates every corner of the network. This decision is aimed at affecting the sale prices of the domains that with top level domains they are usually non-profit organizations.

Profit is imposed on those who want to act outside of the logic of profit!

It should be noted that other evergreen subjects have mobilized to try to influence this decision, an example of this reaction can be seen on the website https://www.savedotorg.org not coincidentally registered by NTEN which declares as its mission to see a just and committed world that knows how to make good use of technology to return the power of control to communities of people.

Unfortunately, once again we must remember that the solution against the excessive power of the usual pigs cannot be simply technological, but it is necessary to raise the level of political response and impose barriers to those who wants us to be guinea pigs dictated by misleading (to say the least) processes of ‘artificial intelligence'(or real stupidity).

For further information we suggest this reading from Boing Boing: its an ethos