Archive for 2011

Autodifesa internazionale contro la sorveglianza

domenica, Gennaio 30th, 2011

Mentre in Egitto Internet viene bloccata a livello nazionale e alcuni smanettoni mettono in piedi reti alternative per la comunicazione tra gli insorti, riprendiamo un manuale dell’EFF[*] di qualche mese fa e invitiamo tutti a leggerlo e a diffonderlo, anche in altre lingue.

Sei soluzioni tecniche per proteggere la libertà d’espressione nei regimi autoritari e quattro consigli per aiutare dall’estero

Introduzione

Internet è ormai uno dei mezzi più potenti mai creati per dar voce ai popoli oppressi di tutto il mondo. Purtroppo, le nuove tecnologie hanno anche fornito ai regimi autoritari nuovi strumenti per identificare chi alza la voce contro la censura e la sorveglianza e per compiere rappresaglie contro gli oppositori. Quelli che seguono sono sei consigli fondamentali per chi sta cercando di far sentire la propria voce e non vuole essere vittima della sorveglianza e della censura di uno stato autoritario, oltre a quattro proposte per chi vuole aiutare i cittadini colpiti dalla repressione.
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Norwegian super stars

giovedì, Gennaio 27th, 2011

Versión en español
Deutsche Übersetzung
English (shorter)

Senza volerlo e grazie al commissariato di Avezzano e al signor Iannone siamo diventati famosissimi in Norvegia. Da soli non saremmo mai riusciti a raggiungere questo traguardo, siete stati magnifici. La rogatoria internazionale che ha provocato il Norvegian Crackdown, cioe’ il sequestro/copia di una macchina di A/I in Norvegia, ci ha portato sotto i riflettori e animato un dibattito in quelle lontane terre di discendenza vichinga.

Una questione simile in Italia difficilmente sarebbe riuscita ad interessare l’opinione pubblica, una serie di questioni giocano infatti a nostro sfavore:

  • nella vicenda non sono coinvolte tette e culi, manca la topa e quindi basso share
  • parlare di legittimita’ di sequestri, di riservatezza, di critiche all’operato della polizia e’ complicato. Lo e’ quando di mezzo ci sono morti in carcere o per le strade, figurarsi per una questione come la copia di un hard disk. Di solito siamo abituati ad un “Vi e’ andata bene, mica vi hanno menato”.

In Norvegia invece dove sono piu’ sessualmente emancipati di noi, all’interno del dibattito sulla data retention che sta attraversando il paese, il nostro caso e’ stato scelto come emblematico di uno scenario negativo, in cui la liberta’ di parola e di opinione subisce delle restrizioni arbitrarie, proprio perche’ il sistema e’ progettato male.

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Retoricamente fine

sabato, Gennaio 1st, 2011

L’ultimo dell’anno e’ un giorno intriso di rituali laici. Il brindisi, il cenone sono i piu’ condivisi. Mediaticamente il palinsesto e’ quasi scontato, con il discorso a reti unificate del presidente della repubblica. I rituali aprono alla retorica. E deve essere questo clima particolarmente adatto e pregno, come una vacca gravida, che ha ispirato la maggior parte del giornalismo italiano, che apre con due notizie a raffica: primo lula non ci rida’ battisti. Secondo e’ morto un alpino in afghanistan. La nostra italianita’ dovrebbe uscirne galvanizzata, immagino, e il paese piu’ unito. Maggioranza e opposizione possono dirsi tutti concordi: il brasile ha voluto vendicarsi per la tragedia della sarria’, del 1982. Erano cosi’ sicuri di  passare il turno ai mondiali di Spagna ’82, che avevano gia’ prenotato l’albergo a madrid, e invece come sul piave li abbiamo ricacciati oltre oceano: 3 a 2, tripletta di rossi e parata sulla linea di porta di zoff intorno al 90′. Un colpo cosi’ non e’ facile da digerire. Hanno atteso quasi trenta anni. Perversi. Ma non hanno fatto tutto da soli. La Francia, quei maledetti figli di giacobini e algerini, covavano ancora l’odio per la recente faccenda Italia/Francia, mondiali del 2006, 6-4 ai rigori. La testata di Zidane… si capiva che non l’avrebbero presa bene. Accordi Francia/Brasile tesi a colpire il prestigio dell’Italia sulla scena internazionale, in vista dei mondiali del 2014, che guarda caso saranno proprio nella terra della samba e delle banane.  E’ un peccato non potere avere qui battisti per potersi sfogare: bastardo te e gli amichetti con l’erre moscia, e le ballerine brasiliane. E noi invece qui, sulla sedia a rotelle, perche’ nostro padre non sapeva sparare e al posto di beccare i compagni tuoi, ha preso noi che siamo i suoi figli.
Meno male che ci sono i nostri ragazzi all’estero che tengono alto l’onore della bandiera. Forza azzurri.