Libertà di espressione: governi di mezzo mondo si mobilitano per metterla al bando

:: Turchia: il tribunale di Istanbul ha imposto agli operatori internet turchi di filtrare YouTube, sito che da ieri risulta irraggiungibile da quasi tutta la Turchia. Secondo AP, la decisione è stata presa da un procuratore perché sul sito sarebbero stati pubblicati dei video ingiuriosi nei confronti di Mustafa Kemal Ataturk, considerato il padre della Turchia moderna, deceduto nel 1938.

:: Cina: il governo di Pechino ha inserito nella lista dei siti non graditi e filtrati dal loro big firewall anche tutto livejournal.com, un noto servizio gratuito di blog. Inoltre, per un anno, non potranno nascere nuovi internet café, almeno non in modo ufficiale.

:: Francia: il Consiglio Costituzionale ha dato il proprio via libera ad una controversa proposta di legge sul controllo dell’informazione che prevede, tra l’altro, il divieto per i reporter non professionisti di scattare foto o riprendere video di atti di violenza.

No Responses to “Libertà di espressione: governi di mezzo mondo si mobilitano per metterla al bando”

  1. R* Says:

    Ankara rimuove il filtro anti-YouTube

    Dopo 48 ore di blocco e un’impressionante quantità di articoli su giornali e blog, Turk Telekom annuncia che è stata richiesta la rimozione del blocco

    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1920369&r=PI