Archive for the ‘Cyber_Rights’ Category

ECN di nuovo online / ECN back online

mercoledì, aprile 25th, 2012

La macchina della repressione mostra ancora una volta la sua inutilità:
dopo pochi giorni ECN è tornata online con un backup di qualche giorno antecedente all’attacco da parte dell’FBI. Vi rimandiamo al loro sito per i dettagli.

Censorship and repression have proven – once again – useless and ineffective:
after a few days ECN is back online; a backup from some days before the FBI attack has been restored. Please check ecn.org for all the details.

Server ECN sequestrato dall’FBI

venerdì, aprile 20th, 2012

Sequestro del server – aprile 2012

Attacco all’anonimato

Lo scorso mercoledì, 18 aprile, alle 16:00 ora di New York City (le 22:00 ora italiana), le autorità Federali statunitensi hanno rimosso un server dalla colocation condivisa da Riseup Networks e May First/People Link a New York City. Il server sequestrato era gestito dall’italiana ECN.org il più vecchio fornitore di servizi internet indipendente d’Europa che, tra le altre cose, fornisce il servizio di anonymous remailer Mixmaster, obiettivo di un’indagine dell’FBI in merito alle minacce di attentati all’Università di Pittsburgh.

(continua…)

ECN server seized by FBI

giovedì, aprile 19th, 2012

Original press release

FBI seizes server providing anonymous remailer and many other services
from colocation facility.

Attack on Anonymous Speech

On Wednesday, April 18, at approximately 16:00 Eastern Time,
U.S. Federal authorities removed a server from a colocation facility
shared by Riseup Networks and May First/People Link in New York
City. The seized server was operated by the European Counter Network
(“ECN”), the oldest independent internet service provider in Europe,
who, among many other things, provided an anonymous remailer service,
Mixmaster, that was the target of an FBI investigation into the bomb
threats against the University of Pittsburgh.
(continua…)

Apple censura l’app Phone Story

mercoledì, settembre 14th, 2011

Come sorprendersi, Apple come ogni Corporation non ha niente di democratico.
Percio’  dopo poche ore dal rilascio dell’App che denuncia il processo produttivo degli iPhone viene censurata e rimossa.

Qui le motivazioni e la risposta degli autori.

Phone Story was pulled from the iTunes App Store on Tuesday September 13 at 11.35am, only few hours after its official announcement.

Apple explained that the game is in violation of the following guidelines*:

15.2 Apps that depict violence or abuse of children will be rejected

16.1 Apps that present excessively objectionable or crude content will be rejected

21.1 Apps that include the ability to make donations to recognized charitable organizations must be free

21.2 The collection of donations must be done via a web site in Safari or an SMS

We contest the violation 21.1 and 21.2 since it’s not possible to make donationsthrough Phone Story. Molleindustria simply pledged to redirect the revenues to no-profit organizations, acting independently.

We are currently considering two steps:

. Produce a new version of Phone Story that depicts the violence and abuse of children involved in the electronic manufacturing supply chain in a non-crude and non-objectionable way.

. Release a version for the Android market and jailbroken ios devices.

The users who managed to buy the app before it went offline are now owners of a rare collector edition piece.

We’ll be posting further updates on our twitter

 

Priv3, idea & plugin per Firefox, “Practical Third-Party Privacy for the Social Web”

martedì, settembre 6th, 2011

http://priv3.icsi.berkeley.edu/

About Priv3
Did you know that social networking sites like Facebook, Google+, and
Twitter can track your visits to any web page that uses the familiar
“Like”, “Follow”, or “+1″ buttons, even if you do not actually click
these buttons?

The Priv3 Firefox extension lets you remain logged in to the social
networking sites you use and still browse the web, knowing that those
third-party sites only learn where you go on the web when you want them
to. All this happens transparently, without the need to maintain any
filters. Priv3 is free to use for anyone.
(continua…)

Autodifesa internazionale contro la sorveglianza

domenica, gennaio 30th, 2011

Mentre in Egitto Internet viene bloccata a livello nazionale e alcuni smanettoni mettono in piedi reti alternative per la comunicazione tra gli insorti, riprendiamo un manuale dell’EFF[*] di qualche mese fa e invitiamo tutti a leggerlo e a diffonderlo, anche in altre lingue.

Sei soluzioni tecniche per proteggere la libertà d’espressione nei regimi autoritari e quattro consigli per aiutare dall’estero

Introduzione

Internet è ormai uno dei mezzi più potenti mai creati per dar voce ai popoli oppressi di tutto il mondo. Purtroppo, le nuove tecnologie hanno anche fornito ai regimi autoritari nuovi strumenti per identificare chi alza la voce contro la censura e la sorveglianza e per compiere rappresaglie contro gli oppositori. Quelli che seguono sono sei consigli fondamentali per chi sta cercando di far sentire la propria voce e non vuole essere vittima della sorveglianza e della censura di uno stato autoritario, oltre a quattro proposte per chi vuole aiutare i cittadini colpiti dalla repressione.
(continua…)

Norwegian super stars

giovedì, gennaio 27th, 2011

Versión en español
Deutsche Übersetzung
English (shorter)

Senza volerlo e grazie al commissariato di Avezzano e al signor Iannone siamo diventati famosissimi in Norvegia. Da soli non saremmo mai riusciti a raggiungere questo traguardo, siete stati magnifici. La rogatoria internazionale che ha provocato il Norvegian Crackdown, cioe’ il sequestro/copia di una macchina di A/I in Norvegia, ci ha portato sotto i riflettori e animato un dibattito in quelle lontane terre di discendenza vichinga.

Una questione simile in Italia difficilmente sarebbe riuscita ad interessare l’opinione pubblica, una serie di questioni giocano infatti a nostro sfavore:

  • nella vicenda non sono coinvolte tette e culi, manca la topa e quindi basso share
  • parlare di legittimita’ di sequestri, di riservatezza, di critiche all’operato della polizia e’ complicato. Lo e’ quando di mezzo ci sono morti in carcere o per le strade, figurarsi per una questione come la copia di un hard disk. Di solito siamo abituati ad un “Vi e’ andata bene, mica vi hanno menato”.

In Norvegia invece dove sono piu’ sessualmente emancipati di noi, all’interno del dibattito sulla data retention che sta attraversando il paese, il nostro caso e’ stato scelto come emblematico di uno scenario negativo, in cui la liberta’ di parola e di opinione subisce delle restrizioni arbitrarie, proprio perche’ il sistema e’ progettato male.


(continua…)

Spaesamento

venerdì, dicembre 10th, 2010

In questi giorni di esplosione di wikileaks mi sento un po’ spaesato e divertito. Mi diverte tantissimo vedere le reazioni dei governi, dei militari e di alcuni giornalisti. Sono buffi, un po’ goffi a cercare di dire con la faccia del bambino colto in fallo, “epperò non vale così”. E tingere il tutto con un lessico recrudescente, la cyberwar, il terrorismo, gli attacchi. Da un lato rido, dall’altro sono spaesato, perché non pensavo che i cambiamenti tecnologici avvenuti in questi anni di grossa accellerazione, fossero veramente sfuggiti a tutte queste persone. Evidentemente esiste un grosso gap tra le trasformazioni in atto e la capacità di recepirne gli effetti.
(continua…)

Il controllo sui flussi di informazioni, WikiLeaks e gli effetti collaterali

martedì, dicembre 7th, 2010

L’importanza di WikiLeaks non è solo nell’informazione contenuta nelle specifiche comunicazioni che sono state rese pubbliche.

Nell’articolo Julian Assange and the Computer Conspiracy; ‘To destroy this invisible government’ viene commentato uno scritto di Assange, in cui l’australiano parla di come funzionano le cose secondo lui.

  • i regimi che limitano la libertà degli individui causa inevitabimente resistenza
  • per minimizzare queste resistenze è necessario mantenere le persone all’oscuro di determinate informazioni sugli obiettivi dei regimi
  • per conseguire questo scopo i regimi divengono cospirazioni perché controllano i flussi di informazioni tramite la segretezza

Ma queste restrizioni che i regimi impongono sulla circolazione delle informazioni hanno anche l’effetto collaterale di complicare le comunicazioni interne ai meccanismi del potere, riducendo l’efficienza dei meccanismi stessi.

Quando i controlli sul flusso di informazione falliscono, e in risposta la segretezza interna viene ulteriormente incrementata, il sistema nervoso dei regimi cospiratori si trova sempre più in difficoltà.

“WikiLeaks wants to provoke the conspiracy into turning off its own brain in response to the threat”: in reazione alla diffusione di informazioni riservate,  la cospirazione viene indotta a spegnersi – e secondo Assange, i regimi in questa situazione rischiano di venire sostituiti da forme più aperte di governo.

Julian Assange è stato arrestato oggi, martedì 7 dicembre 2010.

Sostieni WikiLeaks !
(perché ? ecco perché)

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domenica, dicembre 5th, 2010

Le informazioni sono una banca: alcuni di noi sono ricchi, altri sono poveri. Noi abbiamo la missione di rapinare questa banca.
Genesis P-Orridge in Decoder di Klaus Maeck, 1983

Forse le rivelazioni di WikiLeaks non avranno scioccato i più cinici e smaliziati tra noi. Anche se a farlo sono i diplomatici statunitensi, dopo 15 anni di regime ci è difficile cadere dalle nuvole se viene suggerito che l’obiettivo primario di Silvio Berlusconi sia l’arricchimento personale. Così come non sorprende il quadretto che hanno dipinto della Russia: un paese in cui le questioni difficili (dai giornalisti critici ai contratti per le risorse naturali) vengono gestite tramite la mafia.

Un paio di rivelazioni a cui è stato dato un po’ meno risalto:

Le reazioni di censura e gli attacchi di ogni tipo contro WikiLeaks e contro il suo portavoce Julian Assange sono fortissime e aggressive. Il sito web è stato oggetto di denial of serviceAmazon, Paypal, EveryDNS e altre aziende hanno velocemente calato le braghe e interrotto ogni servizio, ubbidendo velocemente alle indicazioni dei politici statunitensi più reazionari. Noti giornalisti mainstream hanno esplicitamente chiesto l’uccisione di Assange o la sua reclusione in prigioni extra-legali come Guantanamo. In Italia, dove siamo persone perbene, perfino il più becero dei giornalisti di regime si limita ad augurare un semplice pestaggio nei confronti delle persone scomode (ma attento al karma, Emilio!). Apparentemente Assange si trova attualmente in Inghilterra, sotto il controllo dei servizi segreti inglesi, più o meno ufficialmente ricercato dalle polizie di Stati Uniti, Svezia, Australia e probabilmente molte altre nazioni.

La portata dell’azione di WikiLeaks non si limita a scombussolare le verità ufficiali dei regimi o a incrinare l’ipocrisia delle relazioni diplomatiche fra nazioni che si odiano. Aprendo gli occhi del grande pubblico, contribuisce a ridestare esigenze di trasparenza e di verità che non appartengono solo a chi come noi crede da sempre, radicalmente, nella completa libertà d’informazione. Si veda per esempio questa intervista a Felice Casson, oggi magistrato del PD (bleah) ma anche impegnato a sostegno della trasparenza degli Archivi di Stato.

WikiLeaks risponde a un bisogno diffuso, e lo fa senza venire a patti con la legalità, senza obbedire ai richiami e senza piegarsi di fronte alle minacce.